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Articoli

Scritto da Giovanni Defrancisci.


ultima revisione 01.01.2014

 

Molti tra Voi iniziando a leggere questo articolo si chiederanno di quale modello di cartuccia Breda ci accingiamo a parlare.

Partiamo dall'inizio della storia. Una delle curiosità "oplologiche" che avevo sempre avuto, era riferita ad un fantomatico modello di munizione 8 Breda marchiato in modo assolutamente inusuale che si diceva fosse in mano a pochissimi "Eletti" e da alcuni denominato modello "G" da il nome riportato su alcuni disegni della SMI datati 1942

In seguito grazie ad alcuni articoli apparsi su libri e stampa, che avevo fortunatamente potuto leggere, il mistero non solo non era stato svelato ma si era addirittura infittito, per cui ho deciso di studiare attentamente il problema, che a dire il vero iniziava veramente ad "intrigarmi".

Oggi dopo un attenta lettura dei documenti e delle ricerche reperibili e lo studio accurato di un esemplare della stessa, penso di essere riuscito finalmente a fare definitivamente luce sul mistero.

Incominciamo analizzando visivamente la munizione:

 

Breda Mod. H Tracciante
Breda Mod. 35
   

 

Se guardata nella sua globalità, essa si presenta molto simile ad una normale Breda con la colorazione rossa sulla punta della palla tipica dei proiettili traccianti. E' solo osservando il suo fondello che ci si rende immediatamente conto delle anomalie presenti.

Si tratta infatti di un fondello del tipo 1 piatto con la presenza una "P" maiuscola incisa a ore 12 e la data 1941 a ore 6.

 

Fondello tipo H
Fondello tipo 1
Fondello tipo 2

 

Sia il tipo di marchi che quello del fondello farebbero pensare ad una cartuccia, sia pur prototipica, prodotta al di fuori degli standard, di norma, utilizzati dalle ditte Italiane Italiane e Tedesche dell'epoca.

Ma torniamo ai fatti.

Fino ad oggi esistevano due teorie che tentavano di spiegare la provenienza di questa cartuccia "anomala":

- la prima sosteneva che il marchio "P" appartenesse alla Polte Armaturen und Maschinenfabrik A.G., Zentrale Magdeburg, che effettivamente era solita marchiare le sue cartucce con tale lettera, ma restava da spiegare come mai non apparissero gli altri due marchi a ore 3 e 6 che definiscono rispettivamente il materiale con cui è stato fabbricato il fondello e il lotto di produzione (di norma si tratta del numero della settimana del anno). Sulle cartucce Tedesche poi, la data non appare mai per intero ed inoltre, di norma, è posizionata a ore 9. Solo la carica propulsiva appariva, nelle foto di un articolo, essere composta da polvere molto simile a quella utilizzata da produttori tedeschi. Restava poi il problema della presenza di un fondellotipo, per spiegare il quale un autore ha ipotizzato l'utilizzo di bossoli costruiti precedentemente al 1941 (ricordo tra l'altro che tale tipo di fondello è stato utilizzato solo fino al 1937 compreso e non fino al 1936 come erroneamente si supponeva). Troppe incongruenze per cui, questa prima ipotesi (che, in mancanza di altra documentazione, inizialmente anch'io avevo considerata come la più probabile ) in definitiva sembra essere scarsamente plausibile.

 

- la seconda sosteneva invece che la 8 Breda in questione facesse parte di un lotto probabilmente prototipico prodotto dalla SMI ma le prove addotte per spiegare la cosa mi avevano lasciato da subito perplesso. Per iniziare era strano, come già accennato, l'utilizzo per la produzione di bossolame vecchio di 4/5 anni. Altra anomalia era quella dovuta alla mancanza di marchi identificativi del produttore Italiano, unita al fatto che si tratta di una cartuccia tracciante

 

 

 

quindi la la lettera "P" non poteva stare a significare che il pezzo in questione fosse un perforante. Per spiegare poi la produzione da parte della SMI vengono portati ad esempio dei disegni appartenenti alla stessa che sono datati 1942, quindi posteriori alla data indicata sulla munizione, per cui a mio avviso neanche questa era una prova plausibile.

 

Restava ancora aperta quindi la questione su "chi è stato il reale produttore" ?

 

La spiegazione a mio parere andava ricercata altrove, e più precisamente tra le montagne dell' Austria.

La ditta fantasma è la Hirtenberger Patronen-, Zündhütchen- und Metallwarenfabrik A.G. , sita a Hirtenberg che aveva già usato il marchio "P" per identificare la sua produzione bellica. Ipotesi questa confermata dal maggiore esperto di munizionamento Austriaco ( Col. Josef Motz), che in un suo libro pubblica una copia di un disegno tecnico della Hirtemberger , presso la stessa esisterebbero poi i disegni originali Italiani di una cartuccia 8 mm Breda, che evidentemente furono utilizzati come base per la sua realizzazione in loco.

Ma oltre al marchio, che per altro come già detto fu usato principalmente dalla Polte, esistono altre "prove" che avvalorino la tesi della provenienza Austriaca della nostra famigerata 8 Breda?

Ragioniamo per logica.

Per iniziare, come ben sanno i collezionisti di materiale bellico Italiano, la Hirtemberger ha prodotto, nel periodo tra le due guerre, sia il 6,5 Carcano marchiandolo * 1936 che la 8 Lebel marchiandola nei lotti conosciuti * 1936 e * 1938

 
Hirtemberger Originale  Hirtemberger  Originale  Hirtemberger   Originale  Hirtemberger  Originale
 

Come si può vedere dalle foto non solo la marchiatura corrisponde sia nei posizionamenti a ore 12 e 6 ma anche nel particolare della data riprodotta per esteso.

 

Stando a quanto riferisce poi uno degli autori, per la realizzazione dei disegni la SMI utilizzo una modesta quantità di una non precisata cartuccia Mod. 8 H. Secondo me si trattava proprio della cartuccia prodotta dalla Hirtemberger (da cui la denominazione "H" da me adottata per definire il modello).

 

Guardando attentamente le precedenti illustrazioni si può notare anche il perchè si sia in presenza di un fondello di tipo 1: semplicemente perchè tutti i modelli di cartucce prodotte per il Regio Esercito dalla Hirtemberger avevano il fondello piatto contrariamente alle originali.

 

Con questo articolo spero di avere dissipato i dubbi sussistenti su questa "fantomatica" munizione, resta incerta invece la reale esistenza di una cartuccia identica nell'aspetto e che differiva solo per il fatto di mancare della colorazione rossa sulla punta. Tale modello, secondo un autore dovrebbe essere una tracciante perforante ma non essendo in grado di potere analizzarne un esemplare attendo che appaiano documenti certi per stabilirne la reale esistenza.

Potrebbe inoltre darsi il caso che i disegni reperiti, riferentisi ad un modello "G" e tracciati dalla SMI nel 1942, siano stati redatti nel caso in cui si fosse voluta produrre la medesima palla "Austriaca" presso i nostri stabilimenti nazionali. Forse, ma questo è il vero mistero che permane, per le caratteristiche balistiche positive riscontrate durante le prove effettuate.

 
Chissà che con il tempo non saltino fuori altri documenti che possano aiutarci a risolvere il nuovo mistero...
 
Infatti il tempo ci ha dato ragione....
2007
 
 
Nelle continue ricerche per studiare nuovo materiale mi sono imbattuto nella ancor più fantomatica Tracciante / Perforante lo studio della quale mi ha confermato della bontà delle ipotesi sin ora espresse
Come e possibile notare a colpo d'occhio si tratta di due cartucce esternamente praticamente identiche (se si esclude naturalmente la colorazione). Anche i marchi sono identici come pure la data di fabbricazione, fatto questo che avvalora ancor più le ipotesi sin qui descritte.
 

definitivamente

Breda Mod. H Tracciante
Breda Mod. H Tracciante/Perforante
   
La differenza consiste nella struttura interna delle palle. Mentre per la prima ci troviamo di fronte ad una tracciante nel secondo caso è presente anche un nucleo in acciaio utile alla perforazione del bersaglio. La colorazione verde smeraldo presente poi nella tracciante perforante toglie ogni qualsivoglia dubbio fosse rimasto sulla sua provenienza. Si tratta infatti del medesimo colore utilizzato dagli Austriaci per similari tipi di palla (i tedeschi adottavano il nero).
Anche il profilo rastremato verso la base ha finalmente una spiegazione, non si trattava come supposto inizialmente di un motivo legato alla balistica della palla. Se si considerano le dimensioni si potrà notare che per evidenti problemi di standardizzazione furono adottati i tracciatori della 7,92 mauser, ragion per cui l'unico sistema possibile per un suo inserimento fu quello di restringere la palla nella sua parte terminale.
 
Nuovo aggiornamento 2007
Inoltre da un carissimo collaboratore mi è giunta copia di un documento proveniente da archivi Tedeschi che testimonia la produzione......e persino il costo...
 
Spero con questo aggiornamento di avere finalmente chiarito definitivamente il mistero ...

Bibliografia

  • AA.W, Small-caliber ammunition identification guide, a cura dello U.S. Army - Army Material and Readiness Command
    - Foreign science and tecnology center, 1978, vol. 1 e 2
  • Ruggero Filippo Pettinelli, Armi portatili e munizioni militari Italiane 1870-1998, Gaspari Editore, 2002
  • Rivista Armi e Tiro numeri 04-05-06 del 2005
  • Josef Mötz " Österreichische Militärpatronen" Band 1 & 2 (cartucce militari austriache vol. 1 & 2) Verlagsbuchhandlung Heide STÖHR,
    Lerchenfelderstr. 78-80, A-1080 WIEN