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Scritto da Giovanni Defrancisci.

soprattutto negli Stati Uniti, essa gode di una fortissima popolarità. Questo è accaduto anche perché, come in precedenza accennato, le nostre leggi non solo erano molto restrittive, ma soprattutto poco chiare; infatti , non è casuale che nella formulazione della domanda io abbia scritto "ex munizioni". Il motivo di tale denominazione va ricercato nel fatto che, per legge, in Italia non è possibile richiedere una licenza per collezione di munizioni. La nostra, quindi, dovrà essere composta da palle, bossoli e inneschi anche se assemblati, purché privi della carica di lancio (polvere).A questo proposito, da anni sussiste una diatriba sul fatto che i bossoli debbano o no essere forati.

Personalmente, visto che è possibile acquistare liberamente palle, bossoli e inneschi anche in assenza il porto d'armi, sia presso le armerie che tramite spedizione postale e visto che per legge tali parti non possono essere considerate "parte di arma", ritengo che, come confermatomi da fonti autorevoli, la stessa procedura vada applicata anche alle ex munizioni da collezione.

Tra l'altro, nessuna normativa vigente prescrive la foratura delle stesse o descrive l'eventuale procedura per renderle inerti (cosa che invece avviene in modo chiaro per le armi).Comunque, dobbiamo essere molto accorti durante i nostri acquisti effettuati presso collezionisti o pseudo tali, in particolar modo quando siano effettuati tramite internet (per fare un esempio, l'acquisto di munizioni in Svizzera preconfigurerebbe non solo la detenzione abusiva, ma anche il traffico internazionale d'armi); in questi casi, nella vostra richiesta di materiale specificate sempre che volete solo ed esclusivamente materiale inerte. Anche quando acquistate dei pezzi mancanti presso fiere e mercatini, non date sempre per scontato il fatto che si tratti di munizioni inerti, cercate sempre di controllare il materiale che vi capita tra le mani per evitare spiacevoli conseguenze.

    Tornando alle motivazioni che possono indurre ad iniziare la collezione di munizioni, credo che il fattore economico non sia affatto da sottovalutare. Nessun tipo di collezione militare, infatti, può vantare dei prezzi così bassi per singolo esemplare alle quotazioni attuali (2005): infatti, la stragrande maggioranza degli esemplari standard non supera il valore di 2/3 €. Esiste poi una fascia più specializzata di munizioni che in ogni caso non supera mai i 6/7 € e solo nel caso di pezzi di estrema rarità ed in ottime condizioni si può arrivare oltre la fatidica soglia dei 100€. Altro fattore che potrebbe indirizzare il collezionista verso questa specializzazione, potrebbe essere quello riguardante lo spazio occupato dalla stessa (a meno che non si tratti di collezioni eccezionali che possono arrivare ben oltre i 5.000/ 10.000 pezzi come quelle di alcuni, invero molto pochi, collezionisti in Francia e negli USA ) Per ultimo cito un fattore, spesso trascurato, che differenzia il vero collezionista dal semplice raccoglitore di qualsiasi tipo di materiale: in questo campo, fino ad oggi poco è stato scritto e questo è ancor più vero se si parla della nostra nazione. Date le infinite varianti dovute al calibro, al tipo, alla nazione produttrice, all'anno di produzione ed alla miriade di esperimenti che si sono avuti, resta ancora moltissimo da studiare e descrivere; le scoperte, anche di un certo rilievo, che in altri campi oramai non sono più possibili, nel nostro caso sano alla portata di molti. Nel nostro settore non esistono esperti a 360°, ci sono sicuramente delle persone ferrate su alcuni argomenti, ma, per portare un esempio, il solo studio della cartuccia 7,92 x 57 Mauser, ristretto alle sole versioni adottate dalla Germania nelle due Guerre è ancora al di là dall'essere completato. Se questa è la situazione per uno dei calibri più conosciuti e diffusi, immaginate quale sia la conoscenza delle versioni e dei loro produttori per calibri adottati da una sola piccola nazione e per giunta rimasta in uso per un breve periodo. Se per le munizioni tedesche si hanno dati molto precisi e con buona presenza di disegni tecnici, lo stesso non si può dire ad esempio per la produzione italiana. Fino a pochi anni fa, a causa delle normative allora vigenti, era considerato reato il solo possesso di un bossolo ancorché scarico, questo ha fatto sì che buona parte del materiale, soprattutto di tipo bellico, sia andato perso o distrutto. Le armi da caccia, contrariamente a quanto avviene in altre nazioni, non potevano avere calibri corrispondenti a quelli “militari” (come si possa poi definire un calibro “militare” per me resta ancora un mistero, dato che può esserlo nella nostra nazione ma non in altre, come nel caso del famigerato 9 x 19 Parabellum, oppure possono sussistere calibri come .223 il .308 che sono usati su armi militari solo cambiando la denominazione rispettivamente in 5,56 NATO e 7,62 NATO). Per questo, in Italia tutti i calibri militari non potevano che essere appannaggio delle forze armate. A questo va aggiunto che ad oggi quasi tutte le case produttrici di munizionamento in Italia hanno via via chiuso i battenti, nella maggior parte dei casi distruggendo sia i dati di produzione sia disegni originali, mentre quelle esistenti o convertitesi ad altra produzione difficilmente accettano la seccatura di volere aiutare chi sta fondamentalmente parlando della loro storia.      Esiste un solo tipo di collezione?  
Il neofita sicuramente tenderà a collezionare ogni calibro e tipo di munizione gli capiterà tra le mani; poi, con il passare del tempo, si renderà conto dell'immenso numero di cartucce esistenti. Per fare meglio comprendere ciò, porterò un esempio fatto sulla 7,92 x 57 Mauser. Di questa cartuccia solo nel periodo riguardante la seconda guerra mondiale sono stati prodotti almeno 110 tipi diversi, ora se si moltiplica la cifra per 30 calcolando che all'incirca solo il 30 % delle oltre 100 fabbriche impegnante nella produzione per i Tedeschi abbiano prodotto tutti i modelli e moltiplichiamo il totale per i 6 anni di guerra si avranno almeno 20.000 tipi di cartuccia diversi uno dall'altro. Si pensi pero che tale cartuccia è stata prodotta dal 1888 ad oggi in decine di stati con le loro varianti, con quest'esempio spero di avervi dato almeno un'idea di quanto vasto può essere il campo d'azione di un collezionista.

 
Ma quali sono allora i tipi di collezione che ognuno di noi può intraprendere?

Qui di seguito ho creato una tabella con i vari tipi possibili di collezione ed i loro pro e contro sperando di essere d'aiuto a chi dovesse prendere tale decisione. Ciò non toglie che molti collezionisti, me compreso, nel tempo abbiano mutato la tipologia della loro collezione vuoi per un cambiamento di gusti, vuoi per un sopraggiunto nuovo interesse.

A mio avviso, onde evitare con l'aumentare della vostra collezione di non capire più se i vostri pezzi sono stati scaricati o no, sarà meglio, prima di rimontarli, inserire al loro interno una sferetta tratta da qualche vecchio cuscinetto o una pallina di quelle utilizzate per il soft-air, così facendo sbattendola potrete subito capire o fare capire se sia stata scaricata oppure no.

   
Tipi di collezione Esempio Pro Contro
Generale non si basa su nessun particolare criterio rende la collezione visivamente importante ed è facilmente ampliabile in poco tempo con costi estremamente contenuti non da soddifazine dal punto di vista dello studio dei pezzi può portare alla ricorsa di tuttto il materiale che ci passa tra le mani
Per tipologia costruttiva fuoco centrale, fuoco anulare... utilizza un preciso criterio scientifico
per molte tipologie è di dimensioni vastissime per cui difficilmente praticabile
Per calibro solo il calibro 9 in tutte le sue varianti
una delle più seguite dagli esperti molto interessante per lo studio e la ricerca
 per alcuni calibri diventa difficile la ricerca di nuovo materiale con costi conseguentemente elevati
Per la tipologia di utilizzo per utilizzo militare, di polizia, a caccia... utilizza un preciso criterio scientifico, ma spesso è dettata dal sentimento è di difficilissima realizzazione date l'enorme numero di calibri per nazione esistenti
Per nazione solo le cartucce Italiane Una delle più seguite dagli esperti è molto interessante per lo studio e la ricerca non presenta grosse difficoltà tranne che nel reperimento di pezzi estremamente rari che sono conseguentemente molto costosi
Per periodo solo le cartucce utilizzate durante la WWI utilizza un preciso criterio scientifico ed è di norma molto appagante
estremamente vasta necessita di ricerca e studio costanti e impegna finanziariamente nella ricerca dei modelli più rari
Per tipo di cartuccia solo le carucce a salve di tutti i calibri e tipi utilizza un preciso criterio scientifico ed è interessante per lo studio e la ricerca, da molte soddisfazioni ed è poco seguita dalla massa dei collezionisti
estremamente vasta necessita di ricerca e studio costanti e impegna finanziariamente nella ricerca dei modelli più rari
Speciali solo le cartucce per armi silenziate
vedi precedente
molto costosa necessita di conoscenze approfondite e di molto tempo libero per lo studio e la ricerca
Prototipi solo le cartucce sperimentali utilizza un preciso criterio scientifico è estrememente interessante per lo studio e la ricerca molto costosa necessita di conoscenze approfondite e di molto tempo libero per lo studio e la ricerca
Mista
nella quale vengono sommati due o più criteri ad es. le mauser 7,92 Tedesche della WWII
si tratta dela scelta obbligata per il collezionista avanzato, da molte soddisfazioni senza portare, se non in casi estremi, ad un impegno prolungato
bisogna porsi degli obbiettivi precisi per non inseguire materiale estremamente raro che può avere prezzi elevati
   
Dov'è possibile acquisire nuovi esemplari?  

A questo punto sorge spontanea una domanda: dov'è che i collezionisti possono trovare nuovi esemplari, per iniziare una collezione o accrescere quella esistente?

Le fonti possono essere le più disparate; alcune sono già state ricordate, come le fiere o i mercatini, altre possono essere i collezionisti “di vecchia data” che dispongono spesso di duplicati per lo scambio o le associazioni di collezionisti. Tra queste vanno sicuramente ricordate l'ECRA ( European Cartridge Research Association ) Europea e l'americana IAA ( International Ammunition Association ) più comunemente nota come Cartridge Collectors Organization.

Altre fonti oramai insostituibili sono le aste on-line, sia specializzate sia generiche quali ad esempio Ebay, anche se spesso vi si possono trovare prezzi ben al di sopra delle reali quotazioni, visto che di norma sono le prime che i neofiti consultano nelle loro ricerche.

 
   
I ferri del “Mestiere”  
 

Naturalmente, come tutti gli hobby anche il nostro richiede una seppur minima attrezzatura iniziale naturalmente scelta sia in base al livello del proprio interesse che alla capacità delle proprie tasche.

 

Qui di seguito potrete vedere un elenco degli strumenti base indispensabili:

 

•  una buona fonte d'illuminazione

•  una buona lente di ingrandimento

•  due piccoli magneti, uno molto potente l'altro più debole

•  un calibro manuale

•  pennarelli (le cartucce in ottone non si rovineranno scrivendoci sopra e sarà sempre possibile togliere la scritta)

•  un quaderno (per iniziare a catalogare i pezzi segnandone i dati salienti)

•  un martello cinetico

•  degli attrezzi da dentista (se avete qualche amico nel settore potete chiedere a lui quelli ormai obsoleti che nel nostro caso per pulire le cartucce andranno benissimo).


A questi, un collezionista evoluto dovrà nel tempo aggiungere:

 

•  un calibro digitale con lettura in pollici e millimetri.

•  dei vocabolari italiano-tedesco, italiano-inglese, italiano-spagnolo, italiano-francese

•  una macchina fotografica digitale a buona risoluzione.

•  una fonte d'illuminazione a fibre ottiche

 

Materiali e prodotti utili:

 

•  guanti di gomma

•  occhiali protettivi

•  lana di bronzo

•  cera lucidante e protettiva

•  prodotti disossidanti

•  acetone o diluenti industriali

•  acido ascorbico (disponibile da negozi di medicina) o aceto bianco

•  asciugamani o stracci vecchi

•  rotoli di carta per cucina

•  batuffoli di cotone per cosmetici

•  cotton fioc

 

Ma a cosa serviranno e come andranno utilizzati i nostri attrezzi e prodotti?

  • Una buona fonte d'illuminazione evidentemente sarà fondamentale nel nostro lavoro, ma ricordate che la migliore resta sicuramente quella solare.
  • Una buona lente d'ingrandimento servirà per notare i particolari della cartuccia e a riconoscere più facilmente i marchi.
  • Due piccoli magneti, uno molto potente l'altro debole saranno invece utili nel primo caso a capire se il nucleo della palla è in acciaio, nel secondo invece a trovare se all'intero della stessa vi sia un piccolo nucleo costruito in materiale ferroso e rivestito da materiale che non lo è, Nei casi estremi si potrà ricorrere ad una radiografia presso il solito amico dentista, radiografando più pezzi contemporaneamente per contenere i costi.
  • Un calibro manuale fornirà immediatamente le misure reali atte a riconoscere il calibro del pezzo allo studio.
  • Pennarelli indelebili serviranno per annotazioni e per denominare le cartucce in ottone che non si rovineranno (inoltre sarà sempre possibile togliere la scritta, attenzione al tipo d'inchiostro)
  • Un quaderno servirà inizialmente per catalogare i pezzi segnandone i dati salienti
  • Un martello cinetico sarà utilissimo per scaricare eventuali pezzi ritrovati senza rovinarli ed in assoluta sicurezza.
  • Degli attrezzi da dentista andranno benissimo per pulire le cartucce da eventuali incrostazioni.
  • I vocabolari serviranno a molteplici usi tra cui il riconoscimento dei pezzi su siti o libri esteri.
  • Una macchina fotografica digitale a buona risoluzione ci fornirà non solo un archivio visivo dei nostri pezzi che così potranno essere manipolati il meno possibile, ma ci permetteranno di farli riconoscere ad altri.
  • Una fonte d'illuminazione a fibre ottiche sarà utilissima per ispezionare l'interno dei bossoli per valutarne lo stato o riconoscere di che tipo sia l'innesco in base alla sua foratura.
  • Guanti di gomma e occhiali serviranno evidentemente come protezione dei prodotti chimici o dagli attrezzi utilizzati mentre lana di bronzo, cera lucidante e protettiva, prodotti disossidanti, acetone o diluenti industriali, acido ascorbico (disponibile da negozi di medicina) o aceto bianco, asciugamani o stracci vecchi, rotoli di carta per cucina, batuffoli di cotone per cosmetici e Cotton fiock saranno utilizzati nella pulizia, ricordando che quando si tratti di prodotti chimi si dovrà porre estrema attenzione e l'utilizzo dovrà avvenire in luoghi ben ventilati

 

Manutenzione e pulizia delle cartucce

 

Come in tutti i campi del collezionismo, anche in quelli non prettamente militari, anche nel nostro è possibile trovare delle distinte e a volte opposte filosofie. Mentre una auspica che le cartucce vadano lasciate allo stato naturale in cui sono state trovate per avere un maggior contenuto storico nella propria collezione, la seconda, con cui personalmente concordo, reputa che le cartucce vadano immediatamente pulite per preservarne le caratteristiche nel tempo e per valorizzarne i dettagli (colori, marchi, ecc…). Infatti, lo stato in cui si trovano alcuni esemplari non denota affatto la loro vecchiaia del resto ed è invece molto frequente trovare cartucce che sono in forte stato di degrado solo perché sono state conservate male o sono state ritrovate su terreni fortemente corrosivi.

Come collezionisti è sempre bene ricordare che siamo depositari di beni storici che vanno preservati al meglio per permettere alle generazioni future di poter capire chi e cosa li abbia preceduti, nostro compito è quindi quello di portare alle migliori condizioni gli esemplari in nostro possesso e di conservarli nelle migliori condizioni.

Oltre a questo, alcuni si dedicano anche al loro studio cercando materiale e notizie, per dare anche agli altri collezionisti la possibilità d catalogare esemplari che altrimenti rimarrebbero sconosciuti.

Eventualmente, ritengo opportuno tenere alcuni doppioni nelle condizioni di ritrovamento per aggiungere pathos alla nostra collezione.

Nella pulizia dei nostri esemplari sarà importantissimo operare per gradi, utilizzando per primi i metodi meno incisivi per poi passare a quelli più drastici onde evitare di rovinarli spesso irreparabilmente.

Quando l'ossidazione è molto avanzata si può tentare di utilizzare, con molta cautela, una soluzione d'acido solforico diluito in acqua al 10 o 30%, cercando di evitare di distruggere vernici, colorazioni o marche presenti sulle stesse (una volta per ottenere il medesimo risultato si usava una soluzione d'aceto, acqua e sale; nel caso in cui doveste adottare per prova questo sistema, attenzione ad usare aceto bianco, perché il rosso macchierebbe le vostre cartucce).

Alla fine di queste operazioni alcuni collezionisti amano passare una leggera mano di vernice sulle cartucce in ottone per evitarne l'ossidazione. Personalmente, come la maggior parte dei collezionisti, ritengo che così facendo si alteri la natura stessa della cartuccia e per questo sconsiglio vivamente questa pratica.

Nella pulizia bisogna porre molta attenzione ad alcune particolarità riguardanti alcuni tipi di cartucce, onde evitare di rovinarle irreparabilmente.

Se invece l'esemplare nelle vostre mani è in ottone ed è sporco di terra e grasso, cosa che accade spesso con le cartucce il cui proiettile è del tipo a lubrificazione esterna, conviene ripulirle con uno straccio o flanella, al limite inumidito leggermente con benzina o solvente di tipo industriale.

Molte cartucce prodotte fino alla fine del 1800 presentano della carta avvolta alla base della palla e infilata all'interno del bossolo: in questo caso si deve prestare la massima attenzione a non rovinare la stessa.

Cartucce tedesche in ferro e placcate rame o verniciate, se pulite o immerse in liquidi acidi o corrosivi, perdono immediatamente la loro peculiare verniciatura o placcatura rendendo privo di valore l'esemplare trattato. Non incorrete inoltre nell'errore di volere tenere a tutti i costi cariche questo tipo di cartucce: oltre a trovarvi “fuori legge”, potreste avere tra qualche anno la sgradita sorpresa di trovare forate dall'interno le stesse a causa del tipo di polvere molto corrosiva usata nella loro fabbricazione (un simile problema si può riscontrare anche sulle 8 Lebel Francesi).

Le cartucce con bossolo in ottone possono essere pulite con lana di bronzo (che essendo un materiale più malleabile dell'ottone non lo righerà).

In seguito si potrà ripassare le stesse con una cera di quelle normalmente in commercio che, oltre a lucidarle, le preserverà dall'ossidazione per lungo tempo.

Nel caso in cui si volesse porre una scritta direttamente sul bossolo, fatelo con appositi pennarelli il cui inchiostro potrà essere tolto con acetone, evitando etichette che difficilmente rimovibili, potrebbero rilasciare acidi che andranno a corrodere i pezzi.

Cercate di non immagazzinare le cartucce direttamente nei cassetti per evitare che rotolando si possano rovinare; attenzione poi agli armadi di legno: il rilascio di alcune sostanze usate nella verniciatura, a lungo termine potrebbe creare seri danni.

Le cartucce placcate rame spesso patiscono pesantemente la corrosione. Dopo averle pulite, lucidatele con stracci puliti e inceratele leggermente.

 

Registrazione degli esemplari

 

 

Credo che solo nella malacologia (studio delle conchiglie) tra le innumerevoli tipologie di collezionismo, sia così fondamentale la registrazione attenta e puntuale dei dati. I motivi sono molteplici:

•  il numero degli esemplari che potrà raggiungere la nostra collezione.

•  i diversi calibri esistenti

•  i diversi tipi esistenti

•  le diverse nazionalità

•  le molteplici fabbriche produttrici

•  le molteplici nazioni utilizzatrici

•  i diversi anni di produzione

•  i diversi lotti di produzione

•  i diversi materiali

•  i diversi inneschi

•  le diverse palle

Come si può ben intuire le variabili sono pressoché infinite, di conseguenza occorre immagazzinare tutti questi dati nel modo più organico possibile.

Oggi, per nostra fortuna, esistono strumenti informatici ed elettronici di altissimo livello che possono aiutarci in questo arduo compito. Il computer con le sue innumerevoli applicazioni, lo scanner e le macchine fotografiche digitali fanno parte oramai del corredo di molte tra le nostre abitazioni.

Inoltre, se non volessimo o fossimo in grado di creare una nostra banca dati personale, ne esistono di già pronte in commercio.

Sarà inoltre fondamentale sapere dove, da chi, a che prezzo e le particolarità del pezzo che abbiamo ritrovato o acquistato.

 

Per gli miscritti al CESIM esiste poi un database scaricabile gratuitamente

 
 

 

 

 

 

Valore e falsi

 

 

L'interesse per il collezionismo è crescente: di conseguenza, come in tutti i mercati, aumentando la richiesta ed essendo oramai in calo l'offerta di buoni pezzi, i prezzi dovrebbero sicuramente subire degli aumenti con il passare degli anni.

In realtà, da qualche anno i prezzi hanno subito un'impennata ingiustificata: cartucce che sul mercato dei collezionisti seri si trovano al valore massimo di un euro, spesso sono battuti all'asta o venduti nei mercatini a prezzi iperbolici. Consiglio quindi, prima di ogni acquisto, di controllare bene il mercato e se possibile informarsi da persone orami “esperte” del settore. E' altresì vero che all'improvviso potrebbero essere ritrovati quantitativi enormi di munizioni, prima ritenute rare, ma si tratta di casi sporadici e in gran parte concernenti il materiale utilizzato durante l'ultimo conflitto mondiale.

 

Capitolo a parte meritano i falsi, una volta impensabili in questo settore e oggigiorno, con l'aumento dei prezzi, sempre più presenti. Se da un punto di vista tecnico non è semplice produrre un bossolo od una palla camiciata, dall'altro inserire quest'ultima su di un bossolo ad hoc per aumentarne il valore è un gioco da ragazzi. Per non parlare poi di torniture e ricalibrazioni di bossoli: un tipico esempio è quello riguardante la trasformazione di cartucce da manipolazione 7,92 x 57 Mauser in Trolit (materiale plastico) rosso ridotte tramite tornitura a 7,92 x 33 Kurtz aumentandone il valore relativo di almeno una decina di volte.

Ma come difendersi da simili truffe? Non è sicuramente cosa facile, ma nel caso sopradescritto sarebbe bastato controllare il numero di marchi presente sul fondello. Se vi fossero stati tre marchi non vi sarebbero stati dubbi, ma nel caso invece fossero stati quattro avremmo subito scoperto l'inganno. La conoscenza porta sicuramente a riconoscere i falsi o perlomeno a dubitare delle strane occasioni e coincidenze; sicuramente questo è il motivo per cui sarà fondamentale acquisire più nozioni possibili tramite internet, libri, fiere, visita a musei ma soprattutto con il costante scambio di informazione con altri collezionisti.