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Scritto da Giovanni Defrancisci.

 

Scatola  per “N°25 CARTUCCE C° 9  MOSCHETTO S.C.T.T.”  dopo tanto la prova di un ipotesi.

 
Luglio 2015, tutto nasce da un situazione fortunata, che qualche volta accade. Scorrendo un asta on-line nella ho potuto notare un lotto di scatolette vuote per calibri corti, tra queste controllando con attenzione mi aveva colpito una da 9 mm con un etichetta atipica, per fui tentato all’acquisto riusciendo fortunatamente ad aggiudicarmelo.
 
Appena ricevuto e aperto il pacchetto mi sono accorto che la scatoletta che mi aveva incuriosito era, come supposto, dalla fattura, sicuramente Italiana ma la cosa che balzava agli occhi era l’etichetta apposta successivamente al confezionamento. 
Si trattava di un foglietto, tagliato perfettamente, di dimensioni leggermente più strette della grandezza del coperchio e non dava l'impressione di un etichetta posticcia attaccata da un privato, ma che fosse stata creata appositamente.
Ma parte più interessante era un' altra, consisteva nella scritta fatta con una macchina da scrivere e che testualmente cita: 
 
 
  

E stata proprio la scritta S.C.T.T. ad aprire uno dei cassetti, dimenticati nella mia memoria e a farmi ricordare una storia riguardante la rara cartuccia 9x25 Mauser Export prodotta dalla Fiocchi negli anni ‘40

Per chi non conoscesse faccio un breve riassunto sulla storia di questa munizione.

Per molti anni si è creduto che le 9x25 Mauser Export Fiocchi fossero state prodotte in aiuto dell’alleato Ungherese anche se alcuni studiosi Italiani, tra cui il sottoscritto, avevano seri dubbi su questa versione dei fatti anche perche gli esemplari reperiti non provenivano da quella zona

Ma la cosa che più lasciava perplessi gli esperti era il marchio impresso sulla cartuccia Fiocchi, dato che, fino ad oggi, nessuna cartuccia costruita, in quel periodo, da questo stabilimento riportava marchi diversi da quelli ufficiali che comprendevano la sigla dello stabilimento (G.F.L.) il calibro (9), il modello (M38) e naturalmente la data (1943).Era veramente “strano” che una fornitura militare “ufficiale” fosse stata effettuata senza avere approntato un marchio ad hoc ma utilizzando  quello approntato per la sorella minore 9 M38
La supposizione che il suddetto materiale fosse stato  costruito per l’Ungheria, per alcuni autori, derivava principalmente dal fatto che oltre ai reparti Tedeschi, in quel periodo, il maggiore utilizzatore di quel calibro era proprio quella nazione, questo unito al fatto che già in precedenza l’Italia aveva fornito materiale bellico all’alleato.

Per contro non esisteva nessuna prova che potesse confermare tale ipotesi.

Poi nel 2009 l’amico Pettinelli propose una nuova spiegazione  che personalmente reputai, per i dubbi sopracitati, come la più probabile per spiegare il sino ad allora irrisolto "mistero".

Tutto partì grazie al ritrovamento di un esemplare di Scotti OM42, un mitra che nelle intenzione del costruttore (il “mitico” Scotti) doveva essere camerato per il 9x25 Mauser Export. E' probabile quindi che data l'esiguità della richiesta di munizioni per potere effettuare le prove dell'arma il progettista abbia chiesto alla Fiocchi di produrre uno o più lotti modificando la lunghezza del bossolo di alcune 9 M38 senza variare il punzone originario, ottenendo  così un abbassamento dei costi di produzione.

 

 

Purtroppo però, come spesso accade negli studi oplologici, mancavano delle prove tangibili o dei documenti che comprovare l'ipotesi.

E qui forse ci è arrivata in aiuto la confezione da me reperita 

 

Studiando attentamente la scatoletta, che come detto precedentemente è di fabbricazione standard oltre all'l'etichetta costruita con attenzione, ma no.n stampata,,la cosa che colpisce è la fascetta laterale che è rovesciata e risulta essere simile a quella delle confezioni Fiocchi civili dello stesso periodo 

 
 

Le dimensioni inoltre sono perfettamente compatibili con la 9x25 Mauser Export che è di 6 mm più lunga delle 9 M38 da cui, come abbiamo abbiamo detto la nostra cartuccia è direttamente derivata.

E' molto probabile quindi che si siano state adattate delle scatole presistenti,  costruendo delle etichette "a mano" data l'esiguità dei pezzi prodotti

 

   



 

 

Luglio 2021, a distanza di sei anni esatti pubblico questo scritto che avevo lasciato in sospeso sperando di ottenere nuove prove a sostegno.

Per un altro caso fortuito corrispondendo con un collega Statunitense esperto in cartucce giapponesi, ho ricevuto delle foto della sua meravigliosa collezione comprendente parecchiem scatole, tra le quali alcune italiane.

Credo possiate immaginare la mia sorpresa, sfogliando le foto, nel vedere che, anche lui, possedeva una scatola gemella di quella in mio possesso. 

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Dopo averlo immediatamente consultato, in merito al contenuto della stessa venivo, a sapere che era ancora piena e finalmente avevo la conferma di quanto ipotizzato anni fa: le cartucce erano tutte delle 9 Mauser Export Italiane marchiate G.F.L. 9.M38.

Era la prova tanto attesa...

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Resta solo da capire perche fu usata la scritta S.C.T.T. Certo è che la corrispondenza, dopo avere tolto le vocali, con il cognome Scotti è sicura.
Ma perché abbreviare il nome togliendo le vocali? ...Un altro mistero che probabilmente resterà irrisolto…